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mercoledì 4 settembre 2013

La lasagna che sa di estate e scorci di Sardegna

Vivere in Sardegna è già una meraviglia di per se, vivere in Sardegna d'estate è un privilegio che si paga da solo. Sicuramente non è la prima volta che lo dico, ma godersi anche pochi giorni in luoghi paradisiaci senza spostarsi troppo da casa (e soprattutto vivendoli low-cost!) è un vantaggio impossibile da sfruttare. E' comunque un isola, questo è quello che principalmente limita le prospettive di spostamento, ma considerando che dopo averla esplorata in lungo e in largo continuo a scoprire ancora nuove meraviglie e che ancora a emozionarmi sono comunque sempre i luoghi che porto nel cuore, beh non mi pesa affatto vivere "rinchiusa" dal mare! 
....e per andare fuori ci sono sempre i voli low-cost! E soprattutto ci vuole cervello! Si può andare fino in capo al mondo senza spendere una fortuna! Io ci credo! Perché sono una che viaggia con intelligenza....
Tutto questo per mostrarvi Tavolara...uno dei posti più incantati che io abbia mai visto! Un isola nell'isola...un posto che spunta così, nel mare e dalla terraferma Tavolara si offre, nelle sue diverse prospettive, come una piramide, oppure come una montagna dalle pareti di roccia bianca a picco sul mare, o ancora come una collina coperta dalla vegetazione. La vista migliore???? A mio parere quella da Capo Coda Cavallo. Andarci????!!! Una delle cose da fare almeno una volta nella vita!
Per rendere meglio l'idea vi mostrerò delle foto, scattate da me proprio poche settimane fa....


Tavolara da Porto San Paolo (OT)
Tavolara da Porto Taverna (OT)

Tavolara da Cala Girgolu (OT)

Tavolara da Cala Girgolu (OT)
Tavolara da Porto San Paolo (OT)

Tavolara da Cala Dorata (OT)

Tavolara (dietro) e Molara da Capo Coda Cavallo (OT)

Tavolara da Capo Coda Cavallo (OT)

Tavolara da Porto San Paolo (OT)

Tavolara dalla SS 125 verso Olbia (immagine da internet)

Tavolara (e Molara) viste dall'alto (immagine da internet)

Vale la pena di venire a farci un giretto non credete????

Tornando alla ricettina di oggi, vi propongo una lasagna freschissima! Sapore delicato e intenso allo stesso tempo, un mix di ingredienti e sapori tipici dell'estate che si sposano molto bene in un primo piatto ottimo caldo fumante, ma altrettanto gradevole a temperatura ambiente e freddo di frigo. Il sapore amaro intenso del radicchio potrebbe disturbare a chi non lo ama, quindi se credete possa dare fastidio potete tranquillamente ometterlo,  ma se come me lo amate alla follia non potete sicuramente farne a meno!
E' una ricettina un pò lunga e ci vuole una buona mezzoretta di forno acceso, ma se ne fatte in abbondanza e la mettete in freezer per goderne nei mesi più freddi non vi pentirete di certo! 
Ora penso di aver parlato abbastanza, quindi vi lascio alla ricetta... ;-)


Lasagna estiva

Ingredienti:
1 confezione di lasagne
2 melanzane piccole o 1 grande
2 ceppi di radicchio piccoli o 1 grande
20 pomodorini ciliegino
1 e 1/2 di prosciutto cotto o arrosto
1 etto di parmigiano grattugiato
1 spicchio di  Dolcesardo o formaggio a pasta molle*
4 mozzarelle
10 foglie di basilico fresco
olio e sale q.b.

Per la besciamella:
1/2 litro di latte
1 noce di burro
4-5 cucchiai di farina
2 cucchiai di olive verdi denocciolate
2 acciughe
Sale, pepe


*Il Dolcesardo è un formaggio tipico della Sardegna prodotto da una nota azienda casearia di Arborea. E’ un formaggio a pasta molle bianca, gusto dolce, delicato e aromatico di latte vaccino intero pastorizzato, proveniente da allevamenti selezionati della Sardegna. E' difficilmente reperibile nel resto d'Italia e per il suo sapore unico, introvabile altrove appunto, viene venduto benissimo on-line e i turisti ne fanno scorte da portare via.
e tante recensioni del prodotto qui: http://www.ciao.it/Opinionisulprodotto/Dolce_sardo__50365

Procedimento:
Mettere a bollire l'acqua per sbollentare le lasagne.
Nel frattempo lavare e mondare il radicchio, asciugarlo e tagliarlo a listarelle.
Tagliare a fette le melanzane e grigliarle, oppure come faccio io nel piatto doratore del microonde con un giro d'olio evo e una spolverata di sale, a 850w + grill per 12-15 minuti.
Tagliare a cubetti le mozzarelle e il formaggio Dolcesardo.

Preparare la besciamella nel modo tradizionale.

Non deve essere troppo soda, ma nemmeno troppo liquida, una via di mezzo. 
Sminuzzare con una mezzaluna olive e acciughe e aggiungerle alla besciamella.


Aggiustare di sale facendo attenzione perchè ci sono le acciughe già salate e aggiungere abbondante pepe.
Preparare tutti gli ingredienti su un piano di lavoro e sbollentare le lasagne, 2-3 alla volta, nell'acqua bollente a cui andrà aggiunto sale e un filo d'olio per non farle attaccare tra loro.
(Attenzione: non buttare l'acqua!)

Comporre la lasagna:
Ungere il fondo della teglia con una cucchiaiata di besciamella.

Adagiarci sopra le lasagne sbollentate...

...un cucchiaiata di besciamella...

...qualche fettina di melanzana...

...una manciata di radicchio...

...pezzetti di prosciutto...

...qualche pomodorino tagliato in quarti...

...poi aggiungere qualche oliva, cubetti di mozzarella e Dolcesardo, qualche fogliolina di basilico, un'abbondante manciata di parmigiano e un filo d'olio evo.

Continuare gli strati fino a esaurimento degli ingredienti

Prima di mettere in forno, aggiungere alla lasagna una tazza di acqua dove sono state sbollentate le lasagne.
Cuocere in forno a 180°C per 30-40 minuti, controllando di tanto in tanto che non si secchi troppo, se  così dovesse essere aggiungere altra acqua fino a cottura ultimata.




E' davvero eccezionale! Vale la pena provarla per non abbandonarla più!
Ringrazio per avermi inspirato questa ricetta Rosa, cara amica di famiglia, che non ama particolarmente cucinare, ma che sa piacevolmente stupirmi!
Colgo l'occasione per ringraziare anche tutte le persone che mi seguono qui sul forum e nella pagina FB, sono molto contenta e orgogliosa dell'affetto dimostratomi! Grazie e alla prossima ricettina!!!


Con questa ricetta partecipo a Voglia di...Pasta!:




domenica 28 aprile 2013

Il re e la regina della mia terra...e della mia tavola: vi presento carciofi e bottarga!

Il mare e la terra: l'essenza primaria di un isola. La mia isola.

Il 28 Aprile in Sardegna si celebra Sa Die de sa Sardigna (in sardo Il Giorno della Sardegna), che celebra la  "Giornata del popolo sardo".



Per onorare questa bella ricorrenza oggi vi propongo una ricetta con gli ingredienti che sono tra i prodotti migliori che la Sardegna può offrire, uno offerto dal mare, la Bottarga, oro di Sardegna, e uno dalla terra, il carciofo, signore delle tavole isolane. 
Ma cos'è la bottarga???

Per chi ancora non la conoscesse, è la polvere d'oro che profuma di mare. Nettare color ambra regalato alle tavole dei buongustai da Nettuno, o meglio dalla natura, spesso così prodiga di doni inaspettati. Perché è dalle migliaia di uova prodotte da ogni femmina di cefalo(muggine) che nasce la bottarga, una delle più prelibate leccornie gastronomiche della Sardegna. Uova salate, compresse ed essiccate. Ma attenzione: soltanto il Mugil cephalus, detto anche cefalo Volpino, può esserne il padre, o meglio la madre. E' l'unica specie dotata di un involucro per le uova abbastanza resistente allo sfregamento con il sale il cui risultato è degno di gareggiare senza disonore con il caviale.
Tra la fine dell'estate e gli inizi dell'autunno i pescatori vanno per mare in cerca di cefali. Tra le femmine dai fianchi argentati pescano soltanto quelle più grosse e dalla caratteristica palpebra adiposa per inciderne il ventre ed estrarne le sacche cariche di uova: inizia così la preparazione della bottarga.Ma se questa preziosissima ghiottoneria viene prodotta in Europa come in Giappone e o nelle coste del Mediterraneo, dell'Atlantico e del Pacifico, è però quella sarda a non avere eguali per reputazione e qualità.
Ha il colore dell'oro vecchio, ambrato. Al tatto è soda e compatta e se quella di tonno ha un sapore più marinaro, è quella di cefalo ad avere il gusto fino e delicato che in tavola fa la differenza. Al primo assaggio o si ama o si odia, ma non si rimane indifferenti. Non c'è comunque da preoccuparsi se il colpo di fulmine non scocca di fronte alle fettine di bottarga servite con il sedano all'aperitivo: basta un filo d'olio d'oliva, un goccio di limone e un pomodorino tagliato a fette perché sia davvero amore eterno. E per coltivarlo non mancano certo ricette e sorprese: a fette finissime o grattugiata, la bottarga è una vera delizia su spaghetti, risotto o malloreddus con aglio e prezzemolo. Per non parlare di secondi piatti e contorni...da far venire l'acquolina in bocca.
In Sardegna sono l'Oristanese, il golfo di Cagliari, l'Ogliastra e il Sarrabus a detenere il primato nella produzione.Cibo di poverissime origini, non manca mai sulle tavole isolane imbandite per le grandi occasioni. Porta con sé un sapore antico ricordo del passato lontano.

E il carciofo? Chi è costui???

Il carciofo deriva dalla pianta araba denominata Kharsuf che significa cardo commestibile. Notizie del suo consumo alimentare si fanno risalire agli antichi egizi. Cenni storici sul suo utilizzo sono rintracciabili nella tradizione greca e romana.Notizie più certe della sua coltivazione risalgono al XV secolo, quando nella zona di Napoli, dove era stata introdotta da Filippo Strozzi, si diffuse in Toscana e in altre regioni d’Italia.È citato infatti, come prodotto di alta gastronomia, nella raccolta di menu che, fra le altre cose, Caterina De Medici porta in dote andando in sposa a Enrico II re di Francia.Sempre nel periodo del rinascimento la coltivazione fu introdotta in Francia durante le guerre d’Italia. In seguito la diffusione negli altri paesi del mondo fu operata in gran parte dai nostri emigranti. È stato merito degli orticoltori italiani averne promosso la diffusione attraverso un'accurata scelta di biotipi, che da tempo caratterizzano le diverse aree regionali di produzione di questo vegetale, definito il principe degli ortaggi invernali.
Il carciofo è un alimento sano, nutriente e di facile digestione. Possiede qualità astringenti, diuretiche, toniche, inoltre la presenza di un principio attivo, la cinarina, lo rende particolarmente efficace nelle terapie delle lesioni epatiche e renali, infatti essa aumenta la secrezione biliare e facilita l'eliminazione del colesterolo.Per le sue peculiarità è un alimento con capacità protettive di sicura efficacia, particolarmente indicato in una dieta moderna.
Ed ecco lo spinoso sardo:



Questa piccola vetrina su due prodotti che amo molto è solo un modo per rendere omaggio alla mia terra e la mia tavola ne è l'esempio quotidianamente, per questo oggi vi propongo il conubio perfetto di questi ingredienti: pasta con carciofi e bottarga! Si può utilizzare qualsiasi tipo di pasta, tipicamente spaghetti, ma questa volta ho scelto le farfalle, che con i solo solchi riescono a imprigionare tutto il sughetto meraviglioso! 
Se volete ulteriori informazioni e/o spiegazioni, nonchè ricette e curiosità, vi consiglio di visitare i siti da cui ho carpito tutte le informazioni riportate in questo post: 

http://www.coopvillasor.it/il-carciofo/il-carciofo.html sito della Cooperativa Agricola Ortofrutticola di Villasor (CA), 50 anni di esperienza nel settore ortofrutticolo, specializzata sul carciofo.
http://www.bottarga.it/ dal 1996 il loro obiettivo è far conoscere e valorizzare una delle specialità più appetitose della Sardegna, la bottarga. E' un azienda giovane e di giovani, sita nel mio paese e composta di miei paesani, offrono anche la vendita e la consegna in tutta italia...perchè non approfittarne???

Farfalle con carciofi e bottarga

Ingredienti per 4 persone:
350 g di pasta*
4 carciofi spinosi di Sardegna**
30g di bottarga***
uno spicchio d'aglio
olio evo
sale
poco pepe nero

* come dicevo in precedenza è una ricetta che si sposa benissimo con ogni tipo di pasta, ideali gli spaghetti, ottima con i malloreddus, sensazionale con la pasta fresca!
** lo spinoso sardo è un carciofo dal sapore estremamente più deciso del romano, o in generale del carciofo senza spine, provatelo non lo mollerete più! 
*** io avevo una bottarga in baffe, cioè in pezzo, che ho grattugiato con le trame grosse, rimane molto morbida e saporita, se avete quella macinata abbondate ma non esagerate, ricordate che quella macinata insaporisce di più!

Preparazione:
Mettere a bollire l'acqua per la pasta.
Pulire i carciofi: privare il carciofo dalle foglie esterne più dure, compiere un taglio trasversale per privarlo delle spine, tagliarlo a metà e privare della barbetta interna e tagliare a fettine sottili.
(ATTENZIONE: maneggiate con attenzione il carciofo spinoso, le spine fanno molto male!!!)
Pulite anche la parte iniziale del gambo, privatela della parte verde più esterna e lasciate solo l'anima centrale, quella di colore bianco, ha un sapore buonissimo!


In una padella mettere un filo d'olio, uno spicchio di aglio e le fettine di carciofi, aggiungere poca acqua e sale, coprire con un coperchio e far andare su fuoco medio, per 10-15 minuti circa. Aggiungere acqua all'occorrenza per non far asciugare. Saranno pronti quando sono morbidi e hanno una bella cremina. Aggiungere un pizzico di pepe a piacere.

Bollire la pasta finchè sia al dente, scolare mantenendo un mestolo di acqua di cottura. Unire la pasta nella padella ai carciofi e mantecare con il mestolo di acqua tenuto da parte. Togliere dal fuoco e aggiungere la bottarga grattugiata a piacere. Impiattare e irrorare con un filo di olio a crudo e aggiungere bottarga se necessario. 
Ecco il piatto golosissimo in tutta la sua sardità!!!






Visto che siamo in tema di prodotti tipici, vi consiglio di abbinare a questo piatto un semidano, vino bianco di uve tradizionali delle mie zone, servito freschissimo è una manna dal cielo! 

Mangiate e bevete sardo e camperete 100 anni! ;-)


domenica 4 novembre 2012

Halloween...chi ha un pò di sale in zucca????

Ebbene si, anche io mi ritrovo a parlare di Halloween!
L'altro giorno, proprio il 2 Novembre, commemorazione dei nostri cari defunti, leggevo sul giornale la lettera di un padre preoccupato del fatto che "grazie" alle feste e a tutte le altre "americanate" i suoi figli stiano perdendo i valori importanti, religiosi e non, e come il consumismo stia prendendo il sopravvento nella vita dei giovani e dei non più giovani sovrapponendosi alle nostre tradizioni....Avrei voluto tanto rispondere a questa persona! Penso sempre che ognuno di noi è quello che chi l'ha cresciuto ha voluto e saputo trasmettergli, e quello che le vicissitudini della vita gli hanno insegnato! Sono una ragazza cresciuta proprio a cavallo della nascita della tecnologia che oggi fa parte della vita quotidiana e grazie al cielo la mia famiglia ha saputo farmi capire che tutto questo è utile, ma che le cose importanti sono altre...e penso che chi voglia essere per forza controcorrente, a sprazzi integralista ed estremamente critico farebbe a volte meglio a mordersi la lingua visto che la maggior parte di queste persone parla solamente con la voce dell'ignoranza, in senso buono naturalmente.....il perchè di questa mia affermazione è dovuto al fatto che questa festa si festeggiava molto prima che Colombo scoprisse l'america e suoi volgari consumisti abitanti, anche nella mia terra!!!! Ricordo ancora i racconti di mia nonna! Che bei momenti quelli!!!!
Mi sono trovata totalmente d'accordo nel leggere questo interessantissimo articolo dell'altrettanto interessante sito http://www.contusu.it (il proprietario non si offenderà se faccio un pò di pubblicità a questo meraviglioso scorcio della mia terra!) che riassume perfettamente il mio punto di vista, vi riporto qualche estratto:
" [...]Halloween è una festa dal carattere occulto e diabolico.Guai a voi se avete intenzione di mascherarvi per partecipare a feste licenziose perchè offrirete la vostra anima al Diavolo in agguato, e cosa ancora più grave se siete genitori, le fiamme dell'Inferno saranno pronte ad accogliervi se manderete i vostri bambini vestiti da fantasmi, diavoletti e streghette in giro per le strade a bussare nelle porte dei vicini di casa a chiedere "dolcetto o scherzetto?".
Halloween viene presentata quindi come la notte principe dei culti satanici e purtroppo ne sono convinti.
Però... alla fine che diavolo (tanto per rimanere in tema) è Halloween?
Chiunque armato di pazienza e sopratutto di voglia di conoscenza può fare una piccola ricerca su google. Corpo di mille balene... non siamo più nel medioevo in cui pochi detenevano la conoscenza, e quindi il potere.
Così oggi è facile sapere che Halloween è la contrazione di "All Hallows' eve" cioè "vigilia di tutti i santi".
Questa antica festività cristiana si inizio a celebrare nel IV secolo e nell'835 D.C Papa Gregorio IV spostò la data dal 13 Maggio al 1 Novembre e non a caso. Infatti nella stessa data i Celti festeggiavano Samahin, la fine dell'estate.
Si trattava di una data importante, un punto di passaggio profondamente legato all'agricoltura e all'allevamento, in quanto la Madre Terra aveva dato i suoi frutti per prepararsi ai rigori invernali. E proprio per questo gli antichi celti ringraziavano per il raccolto in attesa della futura semina. Inoltre era il momento in cui venivano macellati gli animali e le loro ossa gettate nei tanti roghi rituali, pratica protrattasi anche dopo l'avvento del cristianesimo.
Le feste celtiche seguivano la ruota dell'anno e Samahin si trovava come linea di separazione tra il nuovo anno e il vecchio e proprio grazie a questa posizione il velo tra il mondo dei vivi e dei morti si assottigliava a tal punto da consentire ai defunti di tornare nei luoghi della loro vita terrena.
Il cristianesimo non riuscì ad eliminare tale credenza quindi il 2 Novembre inserì la commemorazione dei defunti.
Nella notte di Samahin si onoravano gli antenati ed intorno ad un bel fuoco si ricordavano le gesta di nonni e bisnonni, in una bella riunione familiare. Inoltre si credeva che le anime dei cari estinti facessero visita alle loro vecchie dimore e per questo si lasciava loro del cibo e si ponevano delle luci alle finestre per facilitare il ritrovamento della via di casa agli spiriti vanganti nella notte.
C'è un aspetto spirituale in questa fase di passaggio, un momento di riflessione sulla vita e sulla morte, di introspezione per sanare le ferite del passato e guardare con ottimismo alla vita futura.
Ma cosa c'entra tutto questo con la nostra isoletta a forma di sandalo?
C'entra eccome perchè noi abbiamo questa festa da secoli prima che Halloween turbasse i sogni dei fanatici religiosi.
E' conosciuta come Is Animmeddas, Su mortu mortu, Su Prugadoriu o Is Panixeddas a seconda delle zone ed è una tradizione antichissima che presenta molte analogie con l'inflazionata festa anglosassone. Proprio i bambini sono i protagonisti che vanno in giro per le case dei paesi a chiedere una piccola offerta "pro su ‘ene ‘e sas ànimas".
La richiesta varia addirittura da paese a paese e sostituisce il classico “dolcetto o scherzetto?” [...]
Oggi i bambini ricevono caramelle, merendine, cioccolato ma in passato le offerte erano costituite da dolci del periodo autunnale, frutta di stagione e frutta secca, castagne e mandorle, tutti doni per le povere anime del purgatorio.
Gli adulti per contro ricordano i loro morti con una cena frugale, raccogliendosi poi intorno al camino per raccontare fatti del passato o leggende della zona.
Si lascia la tavola apparecchiata per i defunti tutta la notte ed in alcuni paesi anche le credenze rimangono aperte perchè questi possano nutrirsi.
Anche la zucca non è una prerogativa di Halloween. In Sardegna venivano intagliate a rappresentare esseri spettrali, per far divertire e spaventare i bambini.
Nelle case invece si accendevano le lampade ad olio (lantias), una per ogni defunto di famiglia.
Ora, se qualcuno vi rimprovera dicendo che festeggiare la notte del 31 Ottobre catapulterà immediatamente la vostra anima all'inferno, mandatelo al Diavolo"

....io di mio aggiungo che facendo veramente uno sforzo minimo, si possono trovare sul web tante, anzi tantissime tradizioni italiane e del resto del mondo che riportano ad Halloween. Spero di non aver offeso nessuno con questo post, e se fosse mi dispiace tanto, ma non credo davvero che chi festeggi e si diverta con intelligenza non porti rispetto ai defunti...io mi diverto molto nella mia vita e anche la notte di Halloween se ne ho voglia, ma non posso assolutamente dimenticare l'affetto che provo per le persone che purtroppo non ci sono più....perchè io uso la zucca!!!

....per augurare a tutti tanto sale in più in zucca vi mando i saluti dal mio amico Jack!!! ;-)


L'articolo integrale lo trovate qui http://www.contusu.it/leggende-e-tradizioni/902-su-mortu-mortu, se potete date un occhiatina anche alle altre notizie....scoprirete molte curiosità sulla Sardegna!!!!

venerdì 4 maggio 2012

1° Maggio, Sant'Efisio: una devozione lunga 356 anni!

Chi è sardo non può non conoscere la festa di Sant'Efisio, non può non averla mai vista almeno una volta alla tv, e chi è cagliaritano non può fare a meno di sentirla come la festa delle feste. E' la festa che segna l'inizio della bella stagione, che con i suoi colori e ritmi non può che rafforzare l'identità sarda impressa nel nostro DNA e per i turisti non può che essere il modo migliore per far conoscere il folklore di una isola intera concentrato in un solo giorno....tutto questo è la festa di Sant'Efisio, e io ho il piacere e il privilegio di potervi partecipare da molti anni, ormai non so più neanche quanti! E' sempre una grande emozione e una soddisfazione poter mostrare il costume del mio paese, molto austero rispetto ad altri, ma molto bello, antico e dai tessuti pregiati (su tutti l'orbace), il mio paese è famoso appunto per i tessuti, gli arazzi e i tappeti di cui è finemente addobbato il carro. Noi partecipiamo appunto con la Tracca, caratteristico carro addobbato e trainato da buoi, tradizione ormai estinta dei paesi del campidano, ma che grazie alla manifestazione può tornare a esibire tutta la sua bellezza.
In questo post vi racconterò la bellissima storia di questa festa e vi farò vedere alcune foto mie e prese dal web (c'è ne sono a migliaia, basta cercarle su google!) e vi lascerò anche dei video presi dal web. Vi lascerò anche il link al sito di Videolina, prima rete televisiva isolana, dove ogni anno viene mandata in onda la diretta della processione e, scusandomi per il ritardo, spero possiate ammirarla il prossimo anno!

356° Festa di Sant'Efisio a Cagliari.

La storia
Si narra che nel 1656 i sardi pregarono Sant'Efisio affinché sconfiggesse la terribile ondata di peste, propagatasi nell'isola dal 1652 a causa di alcuni marinai catalani affetti dal morbo e approdati ad Alghero su un veliero mercantile. L'epidemia contagiò tutta la Sardegna, in particolare Cagliari, nella quale morirono circa diecimila abitanti, con la popolazione cittadina quasi dimezzata. Prima vittima cagliaritana fu l'Arcivescovo Don Bernardo De La Cabra. Nel frattempo Cagliari si stava trasformando in un enorme camposanto. Giovanni Spano vuole che a questo punto Sant'Efisio sia apparso al Viceré Conte di Lemos per richiedere, al fine di liberare la città dalla peste, il voto della processione del 1º maggio. Proprio l'Amministrazione Comunale cagliaritana nel 1656 fece un voto a Sant'Efisio: se fosse riuscito a sconfiggere la peste, ogni anno si sarebbero svolti una processione e dei festeggiamenti in suo onore, partendo dal quartiere di Stampace, fino ad arrivare a Nora, dove il santo era stato martirizzato. A settembre, le abbondanti piogge fecero scomparire la peste, e dall'anno successivo fino ad ora, il 1º maggio, si rispetta il voto fattogli anni prima. Fu scelto proprio il mese di maggio poiché simbolo di rigenerazione della natura. 
Ma Cagliari è debitrice nei confronti di Efisio per un suo secondo intervento prodigioso. Tra il 17 e il 18 febbraio del 1793, la flotta francese comandata dall’ammiraglio Truguet assediava Cagliari con un fitto bombardamento. I Cagliaritani invocarono il loro protettore e le milizie popolari capeggiate da Girolamo Pitzolo respinsero i francesi sbarcati sulla spiaggia di Quartu S. Elena.
Al Santo venne attribuito il titolo di "comandante supremo dei combattenti".
Efisio è patrono dell'Arcidiocesi e compatrono di Cagliari: una devozione "viscerale" l'ha portato a soppiantare nel cuore della gente il primo patrono di Cagliari, San Saturno. È venerato in ampie zone dell'isola, e in modo particolare nella regione sud-occidentale.

La Festa di Sant'Efisio è la processione religiosa più importante di Cagliari, che si svolge ogni anno il 1 maggio. In questa festa, come il Redentore a Nuoro, la festa di San Simplicio a Olbia, la sagra di Sant'Antioco a Sant'Antioco, e la Cavalcata sarda a Sassari, vengono coinvolti gruppi vestiti con il proprio costume tradizionale da tutta la Sardegna. Oltre ad essere tra le più antiche è anche la più lunga processione religiosa italiana, con 65 km circa percorsi a piedi in 4 giorni e la più grande del Mediterraneo. 

 
Percorso della processione


La Festa 
I preparativi 
I preparativi per la processione sono gestiti dall'Arciconfaternita del Gonfalone. I preparativi iniziano il 30 aprile con la vestizione del Santo e l'aggiunta di gioiellini in oro offerti como ex voto. Dopo il presidente dell'arciconfraternita e il sacrista maggiore depongono la statua all'interno del cocchio. La mattina del 1 maggio "Su Corradori" addobba i buoi che dovranno trasportare il cocchio fino a Nora. Poi il Terzo Guardiano, accompagnato da "Sa Guardianìa", si reca in comune dove lo attende l'Alter Nos, rappresentante del sindaco di Cagliari. Insieme poi si recano alla chiesetta di Stampace dove verrà celebrata la messa.

Chiesa di Sant'Efisio, quartiere Stampace, Cagliari 
Foto di Mario Lastretti dal sito www.comune.cagliari.it

Cocchio di Sant'Efisio
Foto di Mario Lastretti dal sito www.comune.cagliari.it
30 aprile-Vestizione di Sant'Efisio 
Foto di Mario Lastretti dal sito www.comune.cagliari.it

30 aprile-Intronizzazione di Sant'Efisio 
Foto di Mario Lastretti dal sito www.comune.cagliari.it
1 Maggio-Sant'Efisio posizionato nel cocchio
Foto di Mario Lastretti dal sito www.comune.cagliari.it

1 maggio-Uscita del cocchio dalla chiesa
Foto di Mario Lastretti dal sito www.comune.cagliari.it

La processione
La processione che si svolge il primo Maggio è aperta dalle traccas (solitamente circa 40), carri addobbati a festa, trainati da buoi. 






Queste foto mi sono state gentilmente concesse da Matteo Setzu, potete vedere gli altri suoi meravigliosi scatti nella sua pagina FB: http://www.facebook.com/pages/Matteo-Setzu-fotografo-per-passione/154295901266090 

Seguono poi i gruppi folkloristici, circa 5500 persone con il costume tradizionale sardo, provenienti da tutta l'isola che solitamente recitano il rosario o cantano le preghiere della tradizione religiosa isolana, i goccius

Dopo seguono i cavalieri; aprono i cavalieri del campidano seguiti poi dai miliziani,  armati di archibugio e sciabole.





Queste foto mi sono state gentilmente concesse da Matteo Setzu, potete vedere gli altri suoi meravigliosi scatti nella sua pagina FB: http://www.facebook.com/pages/Matteo-Setzu-fotografo-per-passione/154295901266090 

Miliziani a cavallo, custodi dello stendardo
Foto di Mario Lastretti dal sito www.comune.cagliari.it

L'alter nos
Foto di Mario Lastretti dal sito www.comune.cagliari.it

I suonatori di launeddas
Foto di Mario Lastretti dal sito www.comune.cagliari.it

Dopo di essi sfilano i membri della Guardianìa, che sfila in frac nero, cilindro e fascia azzurra ai fianchi. 
Quindi sfilano i membri dell’Arciconfraternita del Gonfalone, introdotti da un confratello che regge un crocifisso del '700. Due confratelli, chiamati i Collaterali, hanno il compito di stare ai lati del cocchio durante tutto il percorso della sfilata, e aprono le porte quando si ferma per consentire ai fedeli di depositare all'interno fiori, offerte, ex-voto e suppliche.
In prima fila il Terzo Guardiano che regge il Gonfalone della confraternita. Segue poi l'Alter Nos, il rappresentante del Sindaco, in frac e cilindro, con una fascia tricolore sui fianchi. Dopo i cavalieri sfilano i membri dell'Arciconfraternita preceduti da un confratello che regge un crocifisso del 1700. L'arrivo del cocchio è preceduto dal suono delle launeddas. 
Il cocchio è trainato da un imponente giogo di buoi ornati da manti colorati e fiori e condotti da Su Carradori.

Confratelli e consorelle
Foto di Mario Lastretti dal sito www.comune.cagliari.it

Cocchio con i collaterali
 Foto di Mario Lastretti dal sito www.comune.cagliari.it

Cocchio con Su Corradoni
Foto di Mario Lastretti dal sito www.comune.cagliari.it

Quando il cocchio arriva in via Roma viene salutato dalle sirene delle navi attraccate nel porto di Cagliari, e cammina su un tappeto di petali di rose. Donne e uomini, vestiti in costume spargono petali e fiori dai mille colori e formano un tappeto profumato per il passaggio del simulacro del martire (Sa Ramadura).


Sa Ramadura

Queste foto mi sono state gentilmente concesse da Matteo Setzu, potete vedere gli altri suoi meravigliosi scatti nella sua pagina FB: http://www.facebook.com/pages/Matteo-Setzu-fotografo-per-passione/154295901266090 

Sa Ramadura

È il momento più emozionante, soprattutto per l'intervento della folla che si avvicina al Santo per la richiesta di una grazia. 


Il viaggio verso Nora e il rientro a Stampace 
Uscito da Cagliari il cocchio arriva a Giorgino in cui viene spogliato dei gioielli e gli vengono sostituite le vesti con altre più semplici. La statua viene poi trasferita nel cocchio di campagna.
Si prosegue poi fino a La Maddalena in cui il santo incontra i fedeli provenienti da Capoterra. Il cocchio arriva poi a Villa d'Orri dove viene officiata la benedizione eucaristica. Il corteo prosegua il viaggio fino a Sarroch. Qui il 2 Maggio viene trasferito nella chiesa di Santa Vittoria dove viene celebrata la messa e avviene il pernottamento. Il corteo arriva poi a Villa San Pietro e successivamente a Pula. Viene celebrata una messa nella chiesa di San Giovanni Battista, poi il cocchio arriva verso le 21 a Nora. Per tutto il 3 maggio avviene la commemorazione del santo e alle ore 18,00 il santo viene portato in processione tra le rovine di Nora.

Il 4 maggio il Santo riparte verso Cagliari, dove arriverà verso le 21.

1 maggio-Arrivo a Giorgino
Foto di Mario Lastretti dal sito www.comune.cagliari.it

1 maggio-Arrivo a Villa D'Orri
Foto di Mario Lastretti dal sito www.comune.cagliari.it

2 maggio-Arrivo a Pula
Foto di Mario Lastretti dal sito www.comune.cagliari.it


2 maggio-Arrivo a Nora
Foto di Mario Lastretti dal sito www.comune.cagliari.it


3 maggio-Processione sulla spiaggia di Nora
Foto di Mario Lastretti dal sito www.comune.cagliari.it



4 maggio-Processione di rientro
Foto di Mario Lastretti dal sito www.comune.cagliari.it

4 maggio-Rientro a Cagliari
Foto di Mario Lastretti dal sito www.comune.cagliari.it

4 maggio-Rientro alla chiesa di Sant'Efisio a Stampace: solo in questo momento l'alter nos potrà sciogliere il voto fatto al santo
Foto di Mario Lastretti dal sito www.comune.cagliari.it

Curiosità
Edizione del 1794

Il 1º maggio 1794 il santo non partì. Infatti il precedente 28 aprile era scoppiata a Cagliari una rivolta causata dal diffuso malcontento, e per le turbolenze lo Stamento militare decise di non effettuare la manifestazione. Tuttavia l'Amministrazione comunale decise di celebrare la festa per quell'anno il 1º giugno, quando le acque si erano ormai calmate.

Edizione del 1943
La festa di Sant'Efisio fu fatta anche nel 1943, in mezzo alle macerie della città di Cagliari distrutta dai bombardamenti alleati avvenuti circa due mesi prima. La statua del santo, ricoperta di invocazioni scritte, banconote e di fotografie, fu portata in processione su un camioncino del latte, seguita da pochi ma devoti fedeli.

Ho trovato anche un bellissimo video su questo fatto:



Ora vi mostro un pò di foto mie, sono sempre della sfilata a Sant'Efisio, ma di anni diversi, penso 2006-07-08
(Tutti i volti sono nascosti, tranne il mio!)













Poi un giorno, un mio amico, sfogliando una rivista dedicata al folklore sardo, chi ti trova??? Proprio a me!!! O_O
Non l'avrei mai detto! Possibile che con tutte le bellissime donne che sfilano ogni anno abbiano scelto proprio me???? Tanto più che quell'anno ero tremendamente in ritardo e non ho potuto nasconde quelle orribili borse sotto gli occhi dovute a una notte insonne.....mi ha fatto un grandissimo piacere e un grande onore! Naturalmente il giornale l'ho tenuto io e vi mostro la foto:



Ho voluto creare questo post lunghissimo per promuovere la mia terra come faccio sempre, ma anche per dimostrare che nonostante siamo considerati un popolo "povero" abbiamo molta ricchezza, ricchezza che si dimostra benissimo in queste immagini e che è molta di più di quanto si possa immaginare!!!

Come promesso vi lascio qualche link:
Sito Videolina dove poter guardare in streaming non solo questa manifestazione, ma tutte le più grandi manifestazioni che avvengono in Sardegna: http://www.videolina.it/Live.html


Adesso qualche video:
In questo video si sentono molto bene le sirene delle navi che salutano il santo che arriva in via Roma!

Questo è un servizio di rai1, molto bello, girato nel 2007!


Ok, giuro che ho finito! Alla prossima festa....